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Generazione Z: ecco come sarà la nuova formazione universitaria

Con il termine “Generazione Z” si intendono i nati tra il 1995 e il 2013. A contraddistinguerli è l’utilizzo di internet sin dalla più tenera età. Si tratta di ragazzi che sono abituati ad utilizzare la tecnologia e i social per comunicare tra di loro. Questo loro modo di vivere si ripercuote di riflesso anche sulle loro aspettative lavorative. In un recente studio condotto da Google dedicato ai Post-Millennials è emerso che il 26% degli utenti adolescenti afferma di aspettarsi che le aziende offrano un’esperienza più personalizzata in base alle loro abitudini e preferenze di acquisto. Ciò significa che al tradizionale insegnamento offline, gli studenti chiedono sempre più una formazione online che permetta loro di seguire le lezioni a distanza. E’ questo il futuro dell’Università, dunque: studenti sempre più interconnessi e formazione a distanza.

La nuova Università

L’Università digitale ha un solo esempio nel nostro Paese: parliamo della Niccolò Cusano. Qui gli studenti sono da sempre interconnessi e possono seguire online le lezioni ed effettuare gli esami sempre grazie alla rete. A chi teme che ciò faccia perdere il contatto con il genere umano, si può replicare affermando che i docenti sono anch’essi presenti in rete e possono essere contattati per lezioni in videoconferenza o per assegnare materiale didattico ed esercizi.

Il successivo passo dell’Università sarà quello di essere ancora più interattiva, aumentando l’interconnessione. Secondo un sondaggio condotto da Accenture, il 73% degli acquirenti della Generazione Z utilizza comandi vocali, ama i processi di interazione veloci ed è entusiasta della realtà virtuale. Proprio su queste tematiche si svilupperà il dibattito dell’insegnamento futuro.

Il fenomeno Moocs

A partire dal 2008 l‘innovazione digitale si è diffusa in maniera virale in tutte le più prestigiose università mondiali grazie al fenomeno dei Moocs, ovvero Massive Open Online Courses. Si tratta, detto in termini barbari, dei videocorsi online che chiunque dalla generazione degli anni 80 in poi ha seguito almeno una volta. Secondo una ricerca del Pew Internet & American Life Project sono ormai 10 milioni gli studenti universitari che hanno seguito un Mooc. La loro diffusione è stata a lungo bloccata e inibita all’interno degli Atenei pubblici italiani. Ora, invece, avranno una loro piattaforma pubblica, garantita da un Consorzio, Eduopen, cui partecipano anche il Miur e il Cineca, per l’erogazione e la certificazione.  Il primo obiettivo sarà quello di pubblicare solo corsi che rispettino i migliori standard internazionali di qualità. Inoltre, gli attestati conseguiti saranno sicuri, verificabili e permetteranno di acquisire competenze certificate per la formazione continua spendibili sia nel privato sia nel pubblico. Insomma: il mondo universitario sta cambiando.





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